» SOCIETA' - 10/04/11
IL "MIRACOLO" DI HELEN KELLER
In un raro video, ecco la realtà che supera la leggenda
Un documentario su Helen Keller, giunto di recente dall'America e proposto per la prima volta a Varese da Fidapa Bpw Italy, ha lasciato fortemente impressionati i numerosi spettatori convenuti. I meno giovani ricordavano la Keller rappresentata in un ritratto TV risalente ad una cinquantina di anni fa: irreversibilmente cieca e sorda a causa di una malattia contratta in tenera età, divenne famosa in tutto il mondo per la celebrazione del momento in cui da bambina - con l'aiuto della inseparabile istitutrice Annie Sullivan - finalmente riuscì a capire che ad ogni oggetto poteva essere collegata una parola: con questa, attraverso il linguaggio tattile dei sordomuti, c'era la possibilità di comunicare con gli altri. "Con la prima parola che usai intelligentemente appresi a vivere, a pensare ed a sperare".
Immagini d'epoca ci consentono ora di rivedere Helen Keller viva, in un documentario che testimonia che quel momento fu solo il primo capitolo nella sua straordinaria evoluzione personale e sociale. Un percorso, che può ispirare tante storie d'oggi, ma di certo eccezionale se pensiamo che, colpita da eccezionale pluridisabilità sensoriale, la protagonista era nata in America nel 1880.
Fin da piccolissima, Helen, dotata di una sensibilità straordinaria, reagiva all'isolamento sentendo, proprio come bisogno esistenziale, l'urgenza di comunicare, di entrare in relazione: percepiva in qualche modo che questa era la sola chiave per uscire dal silenzio e dall'oscurità. "L'amicizia e l'amore cangiarono le mie imperfezioni in forze potenti che mi permettono di errare, quieta e contenta, all'ombra della mia notte eterna".
Raggiunta la possibilità del linguaggio tattile, decise di voler comunicare direttamente, senza avvalersi di intermediari, per descrivere ciò che sentiva. Studiò il Braille, poi alcune lingue straniere, e riuscì a sostenere esami universitari conseguendo - prima disabile della storia - il diploma di laurea Bachelor of Arts a Radcliffe. Iniziò a scrivere saggi sulla necessità di emancipare i ciechi dall'emarginazione sociale e sanitaria in cui versavano negli anni '20, conquistando una grande notorietà. Helen iniziò a trasformare la fama in opportunità, portando di persona la propria testimonianza negli istituti per i ciechi e per i sordi, ma per questo doveva... parlare. Riuscì anche in questo, sempre con l'aiuto della amatissima Annie, sperimentando il metodo Tacoma, che le consentiva di "toccare" i suoni attraverso le vibrazioni degli organi vocali e di poter formulare autonomamente alcune parole. "Posso ascoltare, pur non udendo; posso vedere, pur non vedendo".
Da quel momento iniziò una lunga attività di conferenziera, tenendo eventi in oltre trenta paesi del mondo, in cui si sforzava di "parlare normalmente". Conobbe moltissime personalità importanti, Chaplin, Roosevelt, Einstein, JF Kennedy, Lyndon Johnson, Maria Montessori. Ormai la sua missione era divenuta impegno sociale a tutto tondo: in favore di ciechi e sordi, disabili in generale, donne prive di diritti, reduci di guerra, discriminazioni e vulnerabilità d'ogni tipo. Chiedeva per tutti maggiore attenzione e diritti: il diritto a ricevere istruzione, che considerava l'unico strumento per poter migliorare la propria condizione sociale, il diritto a vedere alleviate le sofferenze della disabilità (per esempio favorendo l'uso dei cani guida e del libro parlato per i ciechi), il diritto ad accedere ad un lavoro, e il diritto ad essere il più possibile integrati nella società. "Mentre io cammino barcollando per la mia stanza, il mio spirito s'innalza sopra ali d'aquila e figge l'insaziabile sguardo nel mondo della bellezza eterna".

Le attività divulgative su Helen Keller a cura di Gabriella Sechi (presidente del Comitato distrettuale Lions "Helen Keller" ) e di Carla Tocchetti proseguiranno a Varese con un incontro pubblico il 4 maggio alle 16 presso il Lions Club Varese Città Giardino (per informazioni telefonare allo. 0332 228383)


Nella foto: Helen Keller
di: Carla Tocchetti
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